QUELLA CASA

Quella casa aveva molto di lei. Tutto quello che a volte le mancava. Pezzi di vita. Mobili. Emozioni sulla parete. Odore.
Il potere di quella casa. Quell’inspiegabile reazione emozionale. Quel risucchio di stenti.
Ogni volta.
Ogni V O L T A.
La travolgeva. I muri, con la pretesa di proteggerla,  la abbracciavano e la tentavano a dimenticare. Tutta la vita dopo.
La lasciavano inerme di scelte. E lei si lasciava vivere senza alcun ritegno.
Perché quello era il posto dove tutto era fermo. Come prima.
Con foglie e fiori ma come prima. Come prima erano gli stati d animo che l assalivano. Medesime reazioni. Angosce. Paure striscianti tra le varie intercapedini di chi la popola.
Quella casa la riportava a quando se ne era andata e come sempre non si sentiva assolutamente più la stessa.
Ma.
Ma la poltrona era confortevole e per un po’ é bello stare comodi. E allora gusta. E dimentica tutto ciò che ha imparato.
Perché in quella casa il tempo si ferma. E la sua anima non la trova.
Le luci scorrono col treno. I cavi elettrici sono sempre in tensione e il sole. L’oblio la accoglie mentre gira l’angolo alla ricerca della porta nascosta dal davanti. Gira quell’angolo e si ritrova in un vicolettostretto e a un passo da lei un treno che urla i pensieri di tutti quelli che ci sono dentro e tu .
Si perde.
Già. Si. Potrebbe essere un qualsiasi giorno degli ultimi dieci  anni della sua vita mentre sale quegli scalini. Mentre apre la porta. E ad accoglierla c’è lei. Lei stessa. Quella lei di un qualsiasi giorno della sua vita. Che le si mette addosso come le ciabatte. E lei si perde.
E se qualcuno le chiedesse “chi sei tu?”, lei non saprebbe davvero cosa rispondere e, forse, andrebbe in crisi. Molta crisi.
E, se osservata con attenzione mentre é dentro alla casa, risulta impossibile non notare lo smarrimento costante che i suoi occhi stentano a nascondere. La si vede ridere in ritardo come se avesse il dubbio riguardo al momento che sta vivendo. Poi ritorna in se e rincorre una battuta che non  può far ridere. E poi di nuovo. Da capo. Si allontana come il mare. Sparsa.
Lei sente i pensieri delle persone che la circondano e il suo viso la tradisce e
Cambia. E mette in atto il loro pensiero. Affinché ciò che pensano. LEI. Corrisponda al vero.
Traslocare é la cosa che le riesce meglio e va.
rade al suolo dentro di sé.
svuota.
crea a spazio ad emozioni che vivono da sole. Utilizzandola come mezzo di trasporto.
Quella casa faceva, edificava assurdi pensieri.
E la fermava.
O
La spingeva ad andarsene.
Allontanarsi e correre incontro alla vita.
Più forte delle luci del treno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...